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“Shish is the word” ovvero : Matteo Renzi alle prese con l’inglese

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“Shish is the word” ovvero : Matteo Renzi alle prese con l’inglese

Alzi la mano chi non si è mai visto chiedere tra i requisiti necessari per partecipare ( solo per partecipare) a un colloquio di qualsiasi genere un ottimo livello di conoscenza dell’inglese? Al giorno d’oggi in Italia, un qualsiasi neolaureato alle prese con l’invio dei primi curricula lavorativi sa che deve dare prova di una conoscenza medio-alta della lingua anglosassone. È uno di quei requisiti minimi, necessari, ineludibili. E, badate bene, non per diventare amministratore delegato di una qualsivoglia società ( in quel caso una sola lingua non basta, com’è giusto che sia), ma semplicemente per poter essere considerato idoneo a svolgere uno stage di pochi mesi, di solito, quasi sempre anzi sottopagato. Anche per essere l’ultima ruota del carro per meno di un anno devi sapere leggere e scrivere in inglese. Bene, ovviamente.

Se però le lingue non sono il tuo forte puoi sempre “accontentarti” di diventare  Presidente del Consiglio, di decidere le sorti dell’economia italiana, di rappresentare il tuo Paese all’estero incontrando Capi di Stato e di Governo stranieri e mai visti, perché, beh, in questo caso l’inglese non serve. O meglio, in Italia per questo tipo di compiti, non è richiesto né ti darà maggior prestigio. A dirla tutta in Italia non è che servano requisiti minimi per guidare il Governo.

Ecco allora che dopo ( l’a dir poco umiliante)  Silvio Berlusconi e Francesco Rutelli, entra nella classifica del pessimo 033inglese ( aggiudicandosi forse la medaglia d’oro) l’attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi il quale, da quando ha fatto il suo ingresso sulla scena internazionale, non ha mancato di regalare  infinità di perle per il web , che non si è lasciato di certo scappare l’occasione di creare irriverenti parodie.A cominciare dall’incontro con il segretario di Stato americano John Kerry a Roma nel mese di marzo scorso fino all’apice raggiunto nel corso dell’evento Digital Venice organizzato la scorsa settimana a Venezia nell’ambito del quale il premier Renzi ha tenuto un discorso di mezz’ora in quello che secondo lui era inglese, secondo chi lo ha sentito un’antica forma di ostrogoto sconosciuto ai più.

La verità, ironia a parte,  è che neanche il bischero fiorentino sapeva cosa stava dicendo. Poverino, lui non ha colpa: un po’ come per lo spagnolo, si crede basti aggiungere una s, così per l’inglese è tutta questione di “mood”, “appeal”, “self control”, insomma basta fottere il prossimo, e in questo a noi italiani non ci batte nessuno ( o almeno ci illudiamo sia così per non ammettere di essere lo zimbello del mondo).

È ovvio che conoscere l’inglese non significa essere politicamente più competente. Puoi essere analfabeta e avere delle intuizioni geniali. E puoi conoscere alla perfezione cinque lingue e avere delle idee mediocri. D’altra parte quando qui in Italia i tecnici con i super curricula hanno messo in stand-by i politici non è che la situazione sia cambiata molto, anzi. Ma l’inglese è una di quelle competenze che in un mondo globalizzato non puoi fare a meno di avere, se vuoi sederti al tavolo del G8 o presiedere il Consiglio dell’Unione europea.

Quindi ok, se abbiamo capito bene, in Italia funziona che,  se non sai l’inglese puoi comunque aspirare a poltrone belle comode ai piani alti del potere, impara giusto ad arricciare la lingua biascicando la r e se non sai come fare guarda i film di Stanlio e Olio. Poi però non ti lamentare se il Christian Ice di turno sfrutta la tua figuraccia per creare un video esilarante montando ad hoc il tuo discorso da premier sulle note di “Surfin Bird” di The Trashman, dal titolo “Shish is the world”.

E non ti lamentare neanche se quel video raggiunge migliaia di visualizzazioni e se il tuo nome verrà per sempre associato a quell’inglese maccheronico vergognoso, più che ai tuoi successi politici ( se mai ce ne saranno). Non ti lamentare, fai un mea culpa. E soprattutto impara l’inglese. 

Capra ( sgarbi docet)

shish is the world

  1. Credo che un link non funzioni o forse mi sbaglio

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