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Israele-Palestina: non è di Hamas la colpa della guerra

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Israele-Palestina: non è di Hamas la colpa della guerra

A Gaza ora è tregua. Anche se nessuno sa per quanto. Una tregua fragile, finta, ipocrita per una guerra tragica, distruttiva, ma soprattutto ingiusta. Si è vero, tutte le guerra sono ingiuste, tutte le morti di civili innocenti sono ingiuste, ma ancora più ingiuste sono quelle guerre scatenate a partire da un pretesto che, presto o tardi, si viene a scoprire assolutamente falso e privo di fondamento. 

Ricorderete il caso dei tre ragazzi israeliani rapiti e uccisi brutalmente. La colpa fu data immediatamente e quasi naturalmente ad Hamas. Da li l’inizio delle ostilità è stata solo questione di ore. L’affronto doveva essere risarcito dal popolo palestinese. Col sangue. Eppure, ora, a distanza di più di un mese e di oltre mille vittime nella striscia di Gaza, emergono fatti, antefatti e segreti che danno tutto un altro volto al conflitto, facendo inorridire forse ancora di più. Israele-contro-Hamas-per-i-tre-ragazzi-trucidati_h_partb

“Un portavoce della polizia sionista, Micky Rosenfeld, ha detto all’invito della BBC a Gerusalemme, Jon Donnison: ‘Hamas non c’entra con i ragazzi rapiti e uccisi’”.

Era chiaro sin dall’inizio che Hamas, e con ogni probabilità anche gli altri movimenti palestinesi, fossero estranei alla vicenda dei tre coloni israeliani rapiti e uccisi, e che il caso fosse usato da Israele come “false flag” o giustificazione per scatenare un nuovo genocidio e per tentare di distruggere Hamas.
«Micky Rosenfeld della polizia israeliana – scrive Donnison su Twitter – mi dice che gli uomini che hanno ucciso i tre ragazzi israeliani (sono) decisamente una cellula solitaria, affiliati ad Hamas ma che non operavano sotto la leadership (del movimento)». Poi il giornalista aggiunge: «Rosenfeld dice anche che se il rapimento fosse stato ordinato dalla leadership di Hamas, (la polizia) lo avrebbe saputo per tempo».

Grazie alla potente ondata di emozioni provocata dall’altrettanto potente hasbara israeliana (propaganda) il regime di Tel Aviv è riuscito a scatenare una feroce operazione militare contro la Cisgiordania e una guerra contro la Striscia di Gaza, provocando un migliaio di morti e oltre 5700 feriti, e arrestando decine di cittadini e politici palestinesi. Il tutto, nel silenzio della cosiddetta comunità internazionale.

L’hasbara ha funzionato bene. Così bene che i nostri municipi si sono trasformati in succursali del governo sionista, esponendo gigantografie dei tre giovani coloni. Per non parlare dei nostri media mainstream, che hanno dedicato alla vicenda le prime pagine creando tra molti italiani che hanno l’abitudine di non porsi interrogativi e prendere per oro colato tutto ciò che leggono nei quotidiani o vedono nei tg, l’idea che Israele, tutto sommato, ha ragione nel prendersela con i palestinesi.hamas

Inoltre, ha ricevuto un’altra conferma: l’hasbara funziona. Israele sa che può inventare qualsiasi menzogna, senza neanche costruirla bene, perché il mondo occidentale se la beva e si scateni, come è successo, per esempio, con politici, amministratori e media italiani.

Il risultato di questo sonno della ragione a livello globale ha fatto sì, ancora una volta nella storia di questa umanità oscurata e distruttiva, che un altro genocidio avesse luogo, nel silenzio e nella connivenza internazionali.

Ci si chiede, perché la polizia israeliana ora ammette che Hamas non c’entra nulla?

Ora cosa diranno i numerosi “scienziati” che dinnanzi alle foto di bambini palestinesi morti nei raid israeliani, commentavano dicendo “Se Hamas non avesse ucciso quei tre ragazzi, non sarebbe accaduto”… ? Cosa dicono adesso quelle persone?

Che poi, anche se ciò fosse stato vero, ciò avrebbe giustificato la mattanza di questi giorni? Se alcuni individui rapiscono e uccidono delle persone, è giusto prendersela con un intero popolo? L’Italia avrebbe dovuto bombardare il Ghana dopo che Kobobo ha ucciso a picconate tre nostri connazionali, ad esempio?

Ma soprattutto, ora ci si chiede, quanti altri innocenti dovranno morire prima che si capisca l’inutilità di questa e di tutte le guerre?

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