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Industrie farmaceutiche: quando la medicina vuole che ti ammali

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Industrie farmaceutiche: quando la medicina vuole che ti ammali

medici“Noi vogliamo bene ai nostri malati, vogliamo che tornino da noi. Mettiamola così: se noi ci ammaliamo, aumenta il PIL, c’è crescita, diminuisce lo spread. La sanità è la più grande industria nazionale, ricordava il professor Monti. Non c’è direttamente, non c’è un interesse economico nei confronti della prevenzione. Che parola si potrebbe usare per definirla… è una commistione di ignoranza, di stupidità e di interessi.” A parlare non è un complottista della domenica, bensì Franco Berrino, medico ed epidemiologo, intervistato ieri sera dalle “Iene“. Il servizio in questione poneva in confronto delle diverse forme di prevenzione dei tumori, dalla radioterapia comune all’alimentazione vegetale come deterrente per la malattia.

Berrino, risponde con queste parole quando gli viene chiesto il motivo per cui negli ospedali si mangia male e perché non si pone l’attenzione su un’ alimentazione che possa in qualche modo prevenire o aiutare il paziente. Quello che ha detto è abbastanza illuminante, perché sono tantissime le fonti che testimoniano quando le industrie farmaceutiche ingannino i pazienti e spesso anche i medici. Facciamo un piccolo esempio: la Bayer che tutti conosciamo, immensa multinazionale farmaceutica, nel 2003, si trovò a dover affrontare una causa intentatale negli Stati Uniti, da alcuni emofiliaci che  la accusarono di aver prodotto e venduto, negli anni Ottanta, farmaci contaminati, da virus HIV. Ancora, nel 2007 si venne a sapere che nelle aziende partner della multinazionale di Levekusen in India, continuavano ad essere impiegati centinaia di minori. Di esempi così ce ne potrebbero essere a centinaia, ma quello che sappiamo con certezza è che la disumanizzazione della salute e la medicalizzazione dell’esistenza per scopi utilitaristici è una realtà di fatto.

“L’individuo si sente indifeso e dominato davanti al soldato che gli punta un’arma, al giudice che può emettere una sentenza sul suo destino e al medico a cui affida il suo corpo. Ciò che è curioso è che solamente rispetto a quest’ultimo se le va a cercare volontariamente.” L’ industria farmaceutica è afflitta da una corruzione che dilaga su scala globale, alimentando un business da 600 miliardi di dollari. Un fatto gravissimo in un sistema che dovrebbe garantire la salute e il diritto alla vita e che invece diventa un sistema dalle dinamiche perverse e poco trasparenti in cui sono coinvolti non solo singoli soggetti dalla dubbia integrità morale, ma anche moltissime persone perbene che, vittime in buona fede di un grande inganno, assecondano e diffondono il giudizio positivo su un determinato farmaco, basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche. Molto spesso, infatti, l’efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all’azienda di tenerli nascosti, con il risultato che a medici e pazienti arriva solo un’immagine mistificata del medicinale. Le istituzioni e le associazioni professionali che dovrebbero censurare tale comportamento non lo fanno, e le stesse autorità di controllo tollerano che i dati sugli effetti collaterali siano tenuti nascosti. Inoltre, le informazioni vengono comunicate in modo distorto: i medici ricevono notizie sui farmaci da riviste scientifiche di proprietà dell’industria farmaceutica, da rappresentanti e da corsi di aggiornamento tenuti da colleghi al soldo delle aziende.” E a dirlo è un giovane medico britannico, Ben Goldacre, che sul “Guardian” smaschera le bugie della scienza e insegna come riconoscerle.

Cosa c’è dietro tutto questo? E’ pauroso vivere in una società in cui chi dovrebbe proteggerti dalla violenza ti manganella, in cui chi dovrebbe garantirti un tenore di vita quantomeno dignitoso ti affossa di tasse e ruba i soldi che versi nelle tasche dello Stato, in cui chi ti dovrebbe curare, guadagna sulle malattie.

  1. Davvero utile, grazie

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